Cantieri in sicurezza: come gestire le emergenze nei cantieri edili

Fonte: www.puntosicuro.it

Un documento Inail sulla progettazione della sicurezza si sofferma sulla gestione delle emergenze in caso di primo soccorso, lotta antincendio e evacuazione dei lavoratori. Gli obblighi normativi, la prevenzione incendi e il primo soccorso in cantiere.

Roma, 10 Mag – Tra le necessarie misure generali di tutela nei luoghi di lavoro (art. 15) – riportate nel Titolo I, Capo III (Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro) del D.Lgs. 81/2008 – alla lettera u) sono indicate ‘le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato’.
Come applicare questa tipologia di misure in cantiere?
Per dare una riposta a questa domanda torniamo a presentare i contenuti del documento Inail “La progettazione della sicurezza nel cantiere”, elaborato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici e a cura di Raffaele Sabatino e Antonio Di Muro. Un documento che non solo fornisce una guida all’applicazione della normativa vigente sui cantieri, ma propone anche una metodologia per la redazione dei piani di sicurezza nei cantieri incentrata su un’attenta valutazione dei rischi.
Nel capitolo dedicato alle misure antincendio e di primo soccorso il documento ricorda che con il termine “emergenza” si definisce una “situazione anomala, rispetto alle normali condizioni lavorative, dalla quale possono derivare, o siano già derivate, incidenti o infortuni”.
E lo stesso D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico) definisce alla Sezione VI (Gestione delle emergenze) del Titolo I, le disposizioni generali alle quali deve adempiere il datore di lavoro:
Articolo 43 – Disposizioni generali
1. Ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:
a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;
b) designa preventivamente i lavoratori di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b);
c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;
d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;
e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.
e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.
Riguardo in particolare alla designazione dei ‘lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza’ (art. 18),  i lavoratori designati “non possono, se non per giustificato motivo, rifiutarsi della designazione; altresì debbono essere formati, in numero sufficiente e disporre delle attrezzature adeguate”.
In particolare nei cantieri ove operino contemporaneamente più imprese è “opportuno organizzare e disporre un sistema di gestione delle emergenze concordato con gli enti di soccorso 118 e 115. In tutti i casi è comunque doveroso organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione delle emergenze, anche segnalando preventivamente la localizzazione del cantiere in modo che risulti agevole e tempestivo l’intervento dei soccorsi in caso di necessità”.
Riguardo alla prevenzione antincendio il documento indica che tra i molti pericoli generalmente presenti nei cantieri, “quelli originati dal fuoco risultano, spesso, sottovalutati”. E in realtà nel cantiere esistono “diverse lavorazioni la cui esecuzione può determinare un’importante fonte d’innesco; l’uso di fiamme libere, ad esempio, per la messa in opera di guaine impermeabilizzanti, le operazioni di saldatura, gli impianti elettrici, la presenza, più o meno sporadica, di fuochi accesi, incautamente e per i motivi più disparati, dai lavoratori, ecc.”. Inneschi che, se non efficacemente controllati, possono “provocare incendi con conseguenze anche disastrose”.
Si indica poi che nei cantieri, “a causa della specificità del luogo di lavoro e della generale compresenza di più imprese, e i lavoratori autonomi, è possibile che gli obblighi inerenti la gestione delle emergenze, a carico del datore di lavoro, vengano regolati a parte, nell’ambito delle previsioni contrattuali, dirottandoli a carico del committente (art. 104, comma 4 del d.lgs. 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i.,). In tali casi si solleva il datore di lavoro dall’obbligo di designazione degli addetti e alla gestione delle emergenze, dovendo il committente stesso provvedere, garantendolo nei contratti d’affidamento dei lavori, all’organizzazione di un apposito servizio antincendio e di gestione delle emergenze”.
E in conseguenza di tale previsione, il Coordinatore in materia di Sicurezza e salute durante la Progettazione dell’opera (CSP) prevede, nell’ambito del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), “un sistema di gestione delle emergenze di tipo comune” (così come previsto nell’allegato XV del Testo Unico), “specificando il soggetto (l’appaltatore) che dovrà farsi carico di tale onere, sgravando tutti gli altri soggetti dagli obblighi di cui all’art. 18 c. 1, lett. b), cioè di designazione degli addetti ai compiti speciali e di gestione delle emergenze”. In ogni caso questo sistema di gestione presente nel PSC “risulterà inderogabile per le imprese e i lavoratori autonomi”.
Il documento ricorda poi che negli appalti privati è possibile “contrattualmente porre a carico dell’appaltatore la cura della gestione delle emergenze per conto dei subaffidatari (imprese esecutrici e lavoratori autonomi) e dei fornitori”.
Il documento fornisce poi alcune indicazioni sul piano delle emergenze e sottolinea, specialmente nei cantieri di grandi dimensioni, o che presentino significativi rischi di interferenza tra le imprese, l’importanza della predisposizione di una “specifica procedura operativa da adottare in caso di incendio, che vedrà il coinvolgimento di tutti i lavoratori del cantiere” e che dovrà contenere “almeno i seguenti elementi:
– le azioni che i lavoratori debbono mettere in atto in caso di incendio, suddividendoli in base ai ruoli specifici (per es.: capo cantiere, responsabile e addetto delle emergenze, lavoratore generico);
– le procedure per l’ evacuazione dal luogo di lavoro verso i luoghi sicuri, che debbono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti;
– le disposizioni per chiedere l’intervento dei VV.F. e fornire loro le necessarie informazioni all’arrivo”.
La pubblicazione Inail indica poi che anche il tema del primo soccorso in cantiere è un tema spesso trascurato. E si sottolinea tuttavia che “una corretta gestione del primo soccorso, specialmente in cantieri con luoghi confinati, può risultare decisiva al fine di scongiurare conseguenze molto gravi per la salute dei lavoratori, ove sia in grado di determinare il pronto recupero dell’infortunato”.
Rimandando ad una lettura integrale del documento Inail, che si sofferma anche sulla normativa, concludiamo ricordando che nei cantieri “il datore di lavoro di ogni impresa, sia affidataria che esecutrice, ma non i lavoratori autonomi che resterebbero esclusi dal sistema di gestione”, deve rispettare gli obblighi già citati riguardo alla gestione delle emergenze, “in considerazione dell’attività svolta e della dimensione dell’azienda o dell’unità produttiva”.
Ma è evidente che tale sistema, nato per l’azienda o unità produttiva, “pone diversi problemi applicativi nel cantiere, primo fra tutti, la possibile inefficienza della gestione per carenza di coordinamento tra i soggetti presenti, che spesso si traduce in una molteplicità di sistemi di gestione delle emergenze, presenti spesso solamente in via teorica e, pertanto, del tutto inutili”. La previsione contrattuale che pone a carico dell’appaltatore un sistema di gestione delle emergenze, incluso il primo soccorso, di tipo comune “appare sicuramente più funzionale, essendo garantiti in ogni momento, anche a coloro che ne sarebbero sprovvisti, come i lavoratori autonomi e i fornitori, e quei soggetti strutturalmente meno preparati ad affrontare tali situazioni, come le piccole imprese artigiane”.
INAIL – Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici, “ La progettazione della sicurezza nel cantiere”, documento curato da Raffaele Sabatino (INAIL, Dipartimento Innovazioni Tecnologiche) e Antonio Di Muro (Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione per conto di Enti pubblici e privati), con la collaborazione di Andrea Cordisco e Daniela Gallo, edizione 2015 (formato PDF, 48.38 MB).
Algoritmo cantieri (Formato XLS, 260 kB).

Attrezzature: messa in servizio, controlli e verifiche periodiche

Fonte:www.puntosicuro.it

Un intervento si sofferma sulle verifiche periodiche con particolare riferimento alle attrezzature di sollevamento. La normativa, gli obblighi delle figure coinvolte, la messa in servizio, i controlli e le verifiche periodiche.

Bergamo, 5 Mag – In materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, uno degli argomenti più delicati da affrontare riguarda le verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento. Argomento delicato sia per i rischi correlati all’uso di attrezzature di sollevamento non sicure, sia per la ricchezza e la continua evoluzione della normativa nazionale ed europea.
Per divulgare i contenuti normativi e le modalità di applicazione delle procedure relative alle verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento cose e persone, si è tenuto a Bergamo, il 19 febbraio 2016, uno specifico seminario dal titolo “Verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento cose e persone: regime di controllo e criticità”. Un seminario promosso dal Tavolo Provinciale di Coordinamento Sicurezza in Edilizia costituito, il 16 settembre 2014, tra INAIL Bergamo,  ATS Bergamo, Direzione Territoriale del Lavoro, Università degli Studi di Bergamo, Scuola Edile e CPT di Bergamo, gli Ordini degli architetti e degli ingegneri e i Collegi dei geometri e dei periti industriali della Provincia di Bergamo.
Un intervento al convegno che ha permesso di fare un utile riassunto della normativa in materia di verifiche periodiche è l’intervento “Le attrezzature di sollevamento secondo il D.Lgs 81/08”, a cura dell’Ing. Angelo Romanelli (INAIL UOT di Bergamo).
Il relatore ha innanzitutto ricordato i tre Capi del Titolo III del Decreto legislativo 81/2008, relativi alle attrezzature di lavoro e ai dispositivi di protezione individuale, e si è soffermato in particolare sul Capo I (Uso delle attrezzature di lavoro) e gli articoli (da art. 69 a art. 73) e allegati correlati.
Dopo aver ricordato la vecchia Direttiva Macchine (Direttiva 98/37/CE) e la nuova Direttiva Macchine – la Direttiva 2006/42/CE, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 17 – l’intervento sottolinea che per ogni attrezzatura da lavoro si dovrà distinguere:
la fabbricazione: “il momento storico indicato dal fabbricante dell’attrezzatura in dichiarazione di conformità”;
la commercializzazione:  “il momento storico che stabilisce il passaggio di proprietà tra un fabbricante e un utente che intende utilizzare l’attrezzatura”;
la messa in servizio: “il momento storico di comunicazione da parte dell’utente di uso di una determinata attrezzatura (comunicazione all’INAIL e questa emette la matricola)”.
E vengono fornite due definizioni contenute nel D.Lgs. 17/2010:
immissione sul mercato: prima messa a disposizione, all’interno della Comunità, a titolo oneroso o gratuito, di una macchina o di una quasi-macchina a fini di distribuzione o di utilizzazione;
messa in servizio: primo utilizzo, conforme alla sua destinazione, all’interno della Comunità, di una macchina oggetto del presente decreto legislativo.
Vengono riportate, tra l’altro, anche alcune definizioni tratte dal DPR 459/1996, DPR che, ricordiamo, è stato abrogato proprio dal D.Lgs. 17/2010.
Veniamo ora a quanto richiesto al Datore di Lavoro (Ddl) dall’articolo 71 del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008):
Art. 71 – Obblighi del datore di lavoro
(…)
4. Il Datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) le attrezzature di lavoro siano:
1) installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso;
2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione;
(…)
b) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui lo stesso è previsto.
(…)
8. Fermo restando quanto stabilito al comma 4 il datore di lavoro provvede affinché:
a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte ad un controllo iniziale (dopo l’installazione e prima di mettere in esercizio) ed a un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l’installazione corretta e il buon funzionamento;
b) le attrezzature soggette ad influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose devono essere sottoposte:
1) ad interventi di controllo periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
2) ad interventi di controllo straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività.
c) Gli interventi di controllo di cui ai lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.
(…)
11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’ALLEGATO VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza indicata nel medesimo ALLEGATO. Per la prima verifica il datore di lavoro si avvale dell’INAIL, che vi provvede nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta. Una volta decorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni sopra indicato, il datore di lavoro può avvalersi, a propria scelta, di altri soggetti pubblici o privati abilitati secondo le modalità di cui al comma 13. Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, ove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati che vi provvedono secondo le modalità di cui al comma 13. Per l’effettuazione delle verifiche l’INAIL può avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I verbali redatti all’esito delle verifiche di cui al presente comma devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza. Le verifiche di cui al presente comma sono effettuate a titolo oneroso e le spese per la loro effettuazione sono poste a carico del datore di lavoro.
(…)
Con riferimento al punto a) del comma 8, il relatore indica che è dunque necessario “all’inizio di ogni turno, prima di utilizzare la macchina, prevedere un controllo pre-operativo ed una prova funzionale. Il controllo pre-operativo è un’ispezione visiva eseguita dall’operatore prima di ogni turno di lavoro”.
Vengono poi riportate due definizioni utili per comprendere l’articolo 71:
controlli: “monitoraggio continuo eseguito con procedure disposte dal Ddl, su attrezzature e dispositivi;
verifiche: attività svolte da soggetti pubblici e/o privati abilitati e disposti da regolamenti legislativi”.
E con riferimento al punto c) del comma 8, cosa si intende per “persona competente”?
Il relatore indica che la competenza “non è direttamente proporzionale alla quantità di conoscenze e di abilità che possediamo (né tantomeno ai titoli che ognuno di noi può ascrivere nel suo curriculum), quanto piuttosto alla capacità di saperli applicare e adattare alle varie situazioni e contesti”.
Cosa significa, ad esempio, avere la competenza di guida? Significa “conoscere il funzionamento della macchina, il codice della strada ed essere in possesso della patente per essere competente”? È in realtà una competenza “che comprende più conoscenze e capacità che vengono orchestrate contemporaneamente”.
Quindi, conclude il relatore, “saremo tanto più competenti … quanto più saremo capaci di adattare i nostri comportamenti e il nostro stile … alla varie situazioni in cui ci troviamo. In definitiva, le competenze si formano dall’integrazione tra molteplici risorse interne della persona, costituite in modo particolare da nozioni (sapere), da abilità (saper fare) ed anche da attitudini e caratteristiche personali (saper essere)”.
Infine l’intervento fa riferimento anche al DM 11 aprile 2011Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo”. E si indica che il datore di lavoro che “mette in servizio, un’attrezzatura di lavoro fra quelle riportate nell’allegato VII del decreto legislativo n. 81/2008, ne dà immediata comunicazione all’INAIL per consentire la gestione della relativa banca dati. L’INAIL assegna all’attrezzatura un numero di matricola e lo comunica al datore di lavoro”. E si riportano alcuni estratti della Circolare ministeriale n. 23 del 13 agosto 2012.
Concludiamo l’articolo segnalando che l’intervento riporta, infine, alcune indicazioni pratiche per le procedure amministrative, con riferimento particolare alle modalità di trasmissione della documentazione.
Le attrezzature di sollevamento secondo il D.Lgs 81/08”, a cura dell’Ing. Angelo Romanelli (INAIL UOT di Bergamo), intervento al seminario “Verifiche periodiche delle attrezzature di sollevamento cose e persone: regime di controllo e criticità” (formato PDF, 3.76 MB).